Trentino Val Senales

Vallata

A voler essere sinceri questo breve viaggio ci è stato regalato. Perchè per dirla tutta noi siamo amanti del mare e questo ci ha sempre indotto, forse anche per pigrizia, a non scegliere mai la montagna per i nostri viaggi. Eppure siamo grati a chi ci ha “costretti” a questa esperienza perchè ne siamo rimasti colpiti ed entusiasti. Il panorama straordinario è difficile da descrivere ed è per questo motivo che abbiamo deciso di lasciar parlare le immagini. Con una promessa… torneremo in montagna a godere dell’aria, dei colori, del silenzio, del contatto con la natura, delle lunghe passeggiate, della pace, del burro di malga, della vista di animali liberi al pascolo, del verde intenso, del fresco, e di molto altro ancora.

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Lago_di_Vernago

Ruscello

Scorcio_Vernago

Farfalle

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Viaggio in pianura, il fascino della quotidianità.

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The amazing Po Valley.
Everyday beautiful views  are around us… we just must open our eyes!
We live in Po Valley that every season surprise us because it totally changes. You can admire endless water in fields for growing rice or amazing corn plantations.
When it’s time, tractors come out from farms and begin to plowing the land that is dark brown in opposite to the bright green of rice when it grows and comes out from the flooded fields.
Time passes but the landscape remains the same with the same rules and cycles and every time shows the miracle of nature.

Chi viaggia di frequente ed è costantemente proiettato verso la prossima meta rischia di non essere un buon osservatore nel quotidiano. Eppure nei percorsi che facciamo tutti i giorni si nascondono paesaggi, scorci e dettagli bellissimi…basta solo aprire gli occhi.
Noi siamo circondati dalla pianura padana che ad ogni stagione ci sorprende perché si trasforma del tutto, come la campagna in genere d’altronde.
Eppure qui il paesaggio ha qualcosa in più, qualcosa che in altre parti d’Italia non c’è: la possibilità di spingere lo sguardo verso l’infinito senza ostacoli. I paesaggi che si offrono ai nostri occhi sono come una tavolozza senza fine, come una panoramica digitale a 360 gradi. E lì, in fondo, come cornice ad una fotografia, nelle giornate limpide si vedono le Alpi innevate.

Nei vari periodi dell’anno che corrispondono ad un preciso momento nella coltivazione della terra, si possono ammirare sterminate distese d’acqua nei campi allagati per la crescita del riso, oppure immense piantagioni di granoturco che una volta tagliato lascia il posto alle balle disposte sul terreno come a formare misteriose composizioni artistiche. Quando è il momento di arare i trattori escono dalle cascine e iniziano a rimestare la terra che viene fuori di un marrone scuro intenso in contrasto con il verde brillante del riso quando, appena nato, sbuca dai campi allagati e poi, libero dall’acqua, continua a crescere fino al momento della raccolta. Il fascino del lavoro lento della terra che, stagione dopo stagione, si ripete sempre uguale a stesso con cicli precisi e regolari e che ogni volta ripropongono, a chi si sofferma a guardare,  il miracolo della natura. L’uomo plasma la terra e convive, sebbene non sempre felicemente, con le specie animali del posto, soprattutto volatili alcuni stanziali e altri presenti solo durante la nidificazione. Non è quindi raro vedere stagliarsi sullo sfondo di un paesaggio padano la sagoma di una garzetta bianca posata sull’argine tra due risaie o una cicogna in volo da un campo all’altro o ancora un falco pellegrino appollaiato su un albero ad ammirare il tramonto.

Ogni volta che ci fermiamo ad guardare uno di questi splendidi volatili in mezzo ad un paesaggio così ampio e ricco di fascino, ci viene in mente come doveva essere ai tempi delle mondine quando a tutto questo si aggiungeva, come un colonna sonora, il canto delle donne al lavoro. E nonostante fosse un lavoro durissimo, ancora oggi le nonne raccontano con nostalgia quei tempi quando, sebbene la povertà fosse realtà di tutti i giorni, gli uomini e le donne si sentivano parte di una grande famiglia sostenuta dalla ricchezza della terra che sempre e comunque, nonostante le guerre e le difficoltà, non faceva mai mancare sulla tavola un paiolo di polenta. Altri tempi, ricordi antichi… ma il paesaggio è rimasto lo stesso e forse, per non dimenticare, osservarlo ogni giorno consente di creare un ponte temporale tra passato e futuro, tra generazioni lontane, ma legate per sempre dalla terra che ogni anno a dispetto del futuro che avanza… si ripete sempre uguale a stesso con cicli precisi e regolari e che ogni volta ripropongono, a chi si sofferma a guardare,  il miracolo della natura.