Questa galleria contiene 5 immagini.
Alcune immagini di Barcellona…così come sono rimaste impresse nella nostra memoria.
Questa galleria contiene 5 immagini.
Alcune immagini di Barcellona…così come sono rimaste impresse nella nostra memoria.
Scriverò della cucina con l’attenzione che un padre presta ad un figlio. Non per presunzione, ma solo perché per destino gran parte della mia esistenza è stata scandita dalla solidità del cibo. Cercherò, per quanto mi sarà possibile, di non dare ricette limitandomi a presentare un universo che si modifica ogni volta che, entrando in un ristorante, guardo un cuciniere alle prese con quello che in quel momento è l’istante dell’esistenza.Nel cibo ci sono il rispetto, l’amore, l’odio, la rassegnazione, la creatività, l’attesa, l’estetica, il tempo, l’immaginazione, il fascino di essere rinchiusi tra mura, fuochi, coltelli, sangue e sudore… eppure è un viaggio. Qualsiasi cosa io abbia toccato, tagliato, sminuzzato, cucinato nella mia vita è stato un cammino con regole precise e gerarchie mantenute in maniera rigidissima. E i miei cuochi che dopo quindici ore al giorno diventavano fratelli e figli in un’armata di brancaleoni dalle occhiaie spesse, dalle mani rovinate, dalle migliaia di sapori mischiati nella bocca onnivora e nelle urla.
Ho visto camminare il mondo nelle cucine con i suoi lineamenti, con i suoi idiomi, con le sue culture, con quella democrazia introvabile dove solo la bravura e il rispetto contano e tutto il resto nemmeno te lo ricordi più la sera attorno ai tavoli anche se ti sei bestemmiato addosso e avresti potuto ucciderti nel fumo e nel caldo asfissiante che sale da tutto quello che ti sta attorno.
Racconterò e descriverò quello che più conosco e che mi da ogni volta che lo vedo la tranquillità di sapere che ci sono ancora dei sognatori e dei folli che ogni mattino consapevolmente si mettono una divisa, entrano in una cucina e lì esplorano, creano, raccontano in un piatto il riassunto della loro vita. Dalle spezie dell’India, al pesce del Giappone, dalle foglie del Sud America, all’essenzialità del Nord Africa, dall’abbondanza europea, alle origini dell’Asia, assaggiare quello che esce dalle mani di un cuoco vuol dire assaggiare un uomo, una nazione, un viaggio che inizia e non finisce mai.
Esiste un confine sottile tra il vedere e il guardare, dipende da noi e dall’intenzione con cui osserviamo. Troppo spesso quando si viaggia si cerca di vedere il più possibile, come se dovessimo mettere una spunta su quel posto, come se per il futuro ci fosse preclusa la possibilità di tornarci. Al contrario, concedersi tempo quando si visita un luogo, anche solo una città, si traduce in viverla, non semplicemente vederla, e questo regala una infinità di ricordi indelebili fatti di profumi, sapori, suoni, sensazioni e immagini… sfruttare i cinque sensi anziché uno solo.
Questo è un tema legato al viaggio su cui torneremo spesso nei nostri post perché è frutto di riflessioni alle quali siamo giunti non senza fatica.
A Barcellona ammirare gli edifici nati dal genio visionario di Gaudì e dei suoi colleghi contemporanei è d’obbligo, ma è sufficiente, anzi è consigliabile a nostro avviso, dedicare una visita attenta ad uno solo dei numerosi esempi di modernismo catalano per godere appieno di un’esperienza artistica unica e irripetibile. Cercare di vedere il più possibile si tradurrà tristemente in lunghe e interminabili code, in tour frettolosi e superficiali, in frenesia collettiva tra l’acquisto di souvenir e la necessità di migliaia di scatti fotografici per guardare con calma al rientro ciò che si è solo intravisto. Concedendosi più tempo si entrerà in maggiore simbiosi con l’artista che, come noto, non si affliggeva di certo con scadenze o tempi di consegna. A coloro che gli chiesero, una volta, quando avrebbe terminato la Sagrada Familia, rispose: “Il mio cliente non ha alcuna fretta. Dio ha tutto il tempo del mondo.”
Ci sono città in cui la musica non viene fruita esclusivamente in luoghi chiusi e accessibili solo a uditori paganti. Ci sono città in cui i musicisti suonano ovunque, alla costante ricerca di soddisfazione di quel naturale, e tipicamente artistico, desiderio di esibizionismo. Ci sono città in cui la musica è nell’aria perché la puoi incontrare ad ogni angolo di strada, in un parco, sotto un portico, senza timore, senza vergogna. Parigi e le orchestre sinfoniche in place del Vosges la domenica mattina, Lisbona e la voce di un potente baritono sotto i portoni del Rossio… e poi Barcellona.
Se durante i fine settimana ci si lascia camminare senza fretta lungo viali alberati o nei parchi immensi di Barcellona, ad esempio dall’Arc de Trionf lungo Passeig de Lluis fino e dentro il Parc de la Ciutadella, si può assistere ad una jam session di standard jazz oppure fermarsi a guardare coppie di ballerini esibirsi su una pedana al ritmo intenso e passionale del tango argentino. Se si decide di godersi il sole passeggiando ne la Barceloneta sul lungo mare può capitare, arrivando in placa de Pau Vila, di gustarsi comodamente seduti sui gradini della piazza con il porto di fronte un concerto di musica cubana che diffonde gioia e allegria tra i passanti invogliati a danzare.
E per gli amanti del classico, la sera la città apre i portali delle sue splendide chiese e cattedrali, come Santa Maria del Pi o Sant Anna, invitando ad ascoltare concerti che ripercorrono l’intera storia della chitarra spagnola…e poi di nuovo sulle vie a cercar note.
2008, cinema, film “Vicky, Cristina, Barcelona”…frammenti di una città che sembra invitare a ritmi lenti, a lunghe passeggiate tra i suoi viali immensi, a pasteggiare al tramonto sul lungomare. Ci convince e, sebbene ci vorrà qualche anno e nel frattempo altri viaggi, comunque decidiamo che sarà certamente una delle nostre mete. Nel mese di marzo del 2014 il progetto trova la sua realizzazione e Barcellona diventa realtà. Oltre le nostre aspettative. Una città viva, vitale, ma mai frenetica. Grandi spazi: viali lunghissimi e ampissimi, piazze a perdita d’occhio, parchi immensi…una gioia per chi ama come noi camminare, camminare, camminare. Non c’è modo migliore per conoscere una città: solo camminando, attraversando i quartieri, infilandosi nei vicoli per poi sbucare nelle piazze, sbirciando attraverso le finestre delle case a pian terreno, incrociando sguardi, ascoltando i suoni, solo così la città si svela.
Abbiamo trascorso a Barcellona sei giorni e abbiamo scelto un piccolo appartamento nel quartiere Eixample, a pochi minuti da Passeig de Gràcia. Posizione eccellente e zona deliziosamente ideale per acquistare, rincasando la sera, alcune prelibatezze locali in piccoli e accoglienti negozi o nel mercato di zona. Sia il cibo che i mercati meritano un’attenzione particolare con un post dedicato, curato dalla sensibilità di un cuciniere. L’immagine che ne rimane impressa è di una moltitudine di colori, forme e sapori, una varietà rara da trovare in altre parti del mondo.
E poi il lungomare, la musica, l’arte gotica, la gente… per raccontare una città che ti ha coinvolto così, ci tocca procedere per sensazioni, per immagini.
Un blog semplice per una vita complessa
Opere. (tell : 3403738117 )
#Poesia & #Fotografia. Un #BLOB di Rosario Pinto
Cooking with Pamela
Vedere i contorni del mondo, assaggiare l'eterno sapore dei popoli, annusare l'aria mai uguale dei continenti, toccare tutto quello che in una vita si può…udire sentire esserci.